non guardare la luce

ne quella del sole ne tantomeno quella delle tv nelle loro strafottute radiazioni ionizzanti che ti fregano le molecole del cervello e ti istigano in realtà a chiudere gli occhi. dormi piuttosto 25 ore al giorno e e guarda la luce del sogno (anche se in sogno ti vengono visioni aborrevoli del tipo scoparti tua madre).in realtà nessuno ha mai capito a fondo che il mondo è perso.

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Blogger: lucagabrielli
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mercoledì, 29 marzo 2006

Dovremmo, TUTTI, più parlare al presente, che non questi vecchi mai stati abbastanza uomini sempre a parlare al passato:  Io, ho visto quello…  affrontato quell’altro…  agganciato amicizie con colei… eh eh, quante me ne so fatte io!... mo mo, mo te ne dico proprio una… questo naso quante ne ha sentite…,

 

 

Non che sia mai, si sentano financo giovani a parlar di presente, gia(cazzo)mmai: una volta avemo fatto questo, un’altra volta avemo fatto questo altro, l’anno scorso me so rimorchiata quell’altra.

 

 

E TUTTI, TUTT’oggi, non mai hanno ancora acquistato il senso del saper potere essere veramente uomo, in quanto nessuno sa parlare ancor mai al presente e sapersi guardare allo specchio.

Quei pochi che lo fanno, qualora non dessero in escandescenza da atteggiarsi a nuovi dEI, e qualora non si convincessero d’essere pazzi; imparano a farsi disprezzare, e farsi disprezzare è più difficile che farsi dare un prezzo, e quando riesci a farti disprezzare allora hai raggiunto lo scopo: ti sei dato un prezzo per cui sei impagabile!

Quindi disprezzatemi, tanto sono io che so ridere, e non voi! !(non illudetevi)

Postato da: lucagabrielli a 06:20 | link | commenti (3) |
il pozzo vanità

sabato, 25 marzo 2006

CAMBIARE CAMBIARE.

Un filosofo talunque, nel pieno delle proprie facoltà cerebro-motorie, preso ed incastonato nell'era moderna, tra scimpanzè "civili"in vena di "schizzi" diconsi "creativi", immersi in muse leopardate coi tacchi a spillo per elevare (in vero) il proprio cervello in disequilibrio vertiginoso, tette rifatte e occhi strafatti, un quantunque filosofo di pensanti fattezze, guaredandosi intorno esterefatto e schifato e avvilito, comprendendo l'errore premoderno, cambierebbe la realtà di un non fatto di ideale teorico filosofico con un breve e attonito e triste (brutto di consapevolezza)  con un più triste risoluto:

  <<COITO   ERGO   SUM>>.

 

Postato da: lucagabrielli a 12:12 | link | commenti (5) |
opinion

martedì, 21 marzo 2006

Aria di sigaretta goduta e profumo di vino rosso, il Re e il Cavallo dormono sulla scacchiera mentre la Regina va a fare due passi con un Pedone...sotto gli occhi tranquilli di lancette sciolte in decadenza del tempo. Una lanterna verde di vetri intrappolati in metallo laminato come faro di un porto silenzioso e rumoroso. Lui posa il libro sul mogano scuro, sopra i cassetti che contengono incensi, va ad affacciarsi alla finestra e mirare i litigi dei merli nei "giorni della merla" (ovvero i giorni nei quali le merle vanno in calore ed i merli possono essere scorti in strani attegiamenti deli tipo: non stupitevi se nell'arrivare a bordo della della vostra vettura nei pressi di un merlo che becca legnetti sull'asfalto, lo potrete osservare alzarsi in volo ed andare a schiantarsi contro un muro. mette allegria!). Osservando le volatilezze dei merli si mena una sigaretta alle labbra secche. Lei, arrivando, vede lui alla finestra con il suo tipico sguardo tranquillo, della persona che pressapoco non si arrabbia mai, almeno non per questioni nelle quali siano coinvolti elementi materiali. Dopo aver osservato Lui per qualche istante, scorre lo sguardo sul mogano della sala, scorgendo in seguenza: una bottiglia di vino rosso dalla quale mancano due bicchieri, un bicchiere di vetro al piombo 206 arrossato dai polifenoli del vino, i Promessi Sposi riposti con un segna libro tra le pagine pressapoco all'altezza della pagina numero 237, 2, accanto ad una scacchiera dove Pedoni, Re, Regine e Torri continuano a giocare da soli con gli sguardi; 4,129 centimetri accanto un pacco di sigarette e un posacenere e un'accendino rosa (evidente gadget in uso tra gli adepti dell'elefante rosa).  Quando Lui torna nella sala puntando verso lo studio e senza guardare Lei, Lei esprime i suoi pensieri continuando a scrutare la disposizione dell'oggettistica sul mogano:<< che strano, è bellissimo!>>   

Lui tornando dallo studio e soffermandosi un istante nel soggiorno a guardare quello che lei osserva per capire a cosa alludesse esattamente e poi dirigendo alla terrazza :<<non è bellissimo, è tristissimo semmai, è tutta la semplicità della quale un uomo non è più in grado di vivere>>.

(dedicato, oltre che a tutti, ad AdamiAlessio, come saluto).

Postato da: lucagabrielli a 06:56 | link | commenti (8) |
nuovi alieni

sabato, 11 marzo 2006

nell'anno di -Grazia- 2zerozero6 (duemila00sei)potrebbe capitarmi di scontrarmi con un tizio che esortisca col dire di avere un doloretto ad un polso, o una caviglia, o un orecchio, o un alluce, o i testicoli, o...;  e io gli risponderei con tono irritante e non curante<<di che ti lamenti?, GesùCristo è stato in grado di sopportare con grazia i chiodi e tu rompi le palle per un doloretto passeggero?>>

e lui risponderebbe con tono fintamente irritato <<mica li ha sopportati con grazia... gli facevano un male atroce!>>

allora prenderei in mano le redini del suo simil-cervello <<tutta una perfetta recita per soggiocare voi idioti lamentosi e autocommiserabili. La vittoria non può mai far veramente male, questo non avete mai compreso, razza di bestie incivili!>>

A quel punto forse inizierebbe ad alterarsi un pò <<ma di che cazzo di vittoria parli?>>

io proseguirei tranquillo e placido <<la crocefissione. Lui ha vinto alla stragrande ,mentre i suoi carnefici non si accorgevano di un cazzo pensando di averlo sconfitto. Ha vinto tre volte almeno: una per ogni chiodo. E la lancia nel costato, eh!? quella vale doppio, ha vinto cinque volte. E la corona di spine!? eh!? vogliamo parklare della corona di spine, eh? quella vale almeno, beh... dieci punti direi, quindi a vinto quindici volte (15)>>.

Al che si prenderebbe un certo distacco dal sottoscritto onde evitare di cadere dentro al mio vortice di LucidaLuridaRuvida demenza <<tu sei malato cazzo>>

Ed io proseguirei nel prenderlo in giro regalandogli la verità che ognuno vede ma nessuno accetta <<si, certo, voi usate sempre mascherare la vostra ipocrisia dietro supposizioni simili. Ma Lui ha vinto, dandola da bere a tutti! Se potessi viaggiare nel tempo tornerei nell'anno zero, a passeggio sul Golgotha intorno alla croce sotto alla quale zafferei l'aria con una marlboro e sotto alla croce direi a Gesù -bravo, hai stravinto, sei un geniaccio!-, e lui allora, deponendo per un istante simpatico il suo sguardo affranto di dolore per sostituirlo con uno sguardo sagace ed ironico mi risponderebbe -uhm...però...sei furbo!- dopodichè tornerei nel mio luogo di vita e nella mia data di residenza a prendere per il culo i troppo comuni mortali>>.

<<?!?!?!?!?!?!?!?!>>

anno zero.

Postato da: lucagabrielli a 12:36 | link | commenti (10) |
anno zero

giovedì, 09 marzo 2006

ICS STA A IPSILON!

...Pinco Pallino prende la sua macchina del futuro e va a prendere Millà; Millà porta con se un suo amico di nome Boh!; tutti insieme intraprendono la statale 17v che li conduce sul tetto di una fabbrica di cavie umane nell'anno 2028 (giorno sconosciuto, mese sconosciuto). Millà e Boh! vanno a fare un giro ai piani di sotto in cerca di siringhe infette di mediocrità, Pinco rimane sul tetto ad osservare le nuvole che corrono a 87,541 KilometerForHour. Dopo un pò che è rimasto ad osservarle gli viene voglia di abbracciarne una, quindi alza le braccia verso il cielo a mani tese e ne ferma una che impatta sulle sue dita con rumore di cuscino che sbatte al muro, il tutto col fare di un bimbo istintivamente capriccioso che abbia voglia di prendere un pelouche e spupazzarlo.

Lui.Acchiappa.Le.Nuvole.

Da quel giorno, ogni qualvolta si presenti un chiunque tizio a parlargli di problemi fittizzi lui risponde -embè! io acchiappo le nuvole-.

Un tizio -Pinco, oggi manca l'energia elettrica...-     

Pinco -embè, io acchiappo le nuvole-.

Un tizio -Pinco, domani viene a piovere...-

Pinco -ecchissenefrega! io acchiappo le nuvole-.

Un tizio -ehi Pinco, è morto il Papa...-

Pinco e sti cazzi! io acchiappo le nuvoleeeee-.

...d'altronde X sta a Y come ? sta a !

(X:Y = ?:!)

potrebbe apparire strano, ma non c'è nulla di strano. Semmai è strana la gente che trova strane certe cose!

...

Postato da: lucagabrielli a 06:51 | link | commenti (6) |
x & y

domenica, 05 marzo 2006

L'Elefante Rosa. Part I.

-l'Elefante Rosa mi invia per riferirvi quanto segue>>

  Così esortisce nell'AulaMagna del Gran Consiglio     dei "Dissacranti e Dissacrati Adepti" (DDA), dove tutti sono tutt'orecchie e protesi verso il Verbo del Grande Elefante Rosa.

<<il tempo si va compiendo e le menti si protraggono verso l'esplosione cerebrale come ranocchi instabili. Tutti siete chiamati con Lui a manovrare i fili dell'esistenza della mente nel mondo, altri sono invitati financo a tagliarli qualora si rendesse necessario!>>

  l'Elefante Rosa è sempre stata una strana ed ambigua entità, Presente, Passata e Futura. Eterna. Angelica nel suo essere pur diabolica.  Usa abitualmente andare in giro in tutù e scarpette da ballerina.  Talvolta giocherellando con l'HulaHop, talvolta impiccando uomini nello stesso HulaHop o raggirando gli adepti traditori in un cerchio di illusioni oniriche. Sempre per mezzo del magico HulaHop. Sempre vestito con tutù e scarpette da ballerina. La Sua sessualità è vaga, presumibilmente è asessuato come i puffi!   Lo si può incontrare spesso a spasso tra le guerre, nella stanza ovale della WhiteHouse, o magari a fare due tuffi nell'atollo di Murhuroa.  Lui tiene le redini del mondo, ciò potrebbe spiegare tutto senza spiegare proprio nulla.

<<il Grande e Magnificente Elefante Rosa ci invita tutti a prendere coscenza di chi regge le redini del mondo e chi invece è burattino.   Tutti siamo avvisati dell'imminente presa di posizione dell'oscuro sapere, e ci redarguisce dal darlo per scontato.  Pena: l'oblio!>>

E un gran manipolatore l'Elefante Rosa, rende tutti succubi dei suoi incubi dandone da bere e mangiare a tutti. Se lo vedreste mai fare la ruota sull'acqua del lago dei cigni non preoccupatevene: è soltanto un presagio di sventura ai meritevoli di sventura. (la storia del condor è una balla data in pasto ai superficiali) Da quando si nasce a quando si muore Lui ci regge nel suo volere, decidendo raramente di liberarci dalla superficialità con una casistica di uno su cinquecento. quegli "Uni" sono i suoi adepti predilepti o suoi nemici per rinforzarlo.

<<il verbo fu, è e sarà: tutti siamo avvertiti>>.

L'Elefante Rosa ha parlato!

Postato da: lucagabrielli a 03:56 | link | commenti (1) |
l elefante rosa