non guardare la luce

ne quella del sole ne tantomeno quella delle tv nelle loro strafottute radiazioni ionizzanti che ti fregano le molecole del cervello e ti istigano in realtà a chiudere gli occhi. dormi piuttosto 25 ore al giorno e e guarda la luce del sogno (anche se in sogno ti vengono visioni aborrevoli del tipo scoparti tua madre).in realtà nessuno ha mai capito a fondo che il mondo è perso.

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Blogger: lucagabrielli
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domenica, 27 novembre 2005

                                             september, 27, 2085.

Secondo un recente sondaggio dell' O.I.R.A.U. (organizazzione internazionale ricerca attitudini umane), i viaggi nel futuro organizzati dal fronte di liberazione delle menti (F.L.M) sonno diminuiti del 90% dopo la loro iniziale impennata di viaggiatori. Secondo le autorevoli fonti del psichoactitudinal research ciò è dovuto al fatto che tutti i viaggiatori temporali nel futuro del mondo e della loro vita hanno scoperto raccapriccianti verità e si sono resi conto del danno totale arrecato dalle sbagliate scelte che sono state poste in passato e dal controllo mentale di massa eseguito ad opera delle T.V. controllate dai maggiorni enti governativi.  "Ogni viaggiatore si rende finalmente conto delle tante cose che sono andate perse nel corso della vita" spiega il dottor  Edef Asrep  "scoprire questi minimi valori persi, che osservati cadere uno per volta non fanno differenza ma visti seppelliti tutti insieme in una volta sola fanno rendere conto della drammaticità della situazione, fa si che il cervello dei viaggiatori si svegli istantaneamente dopo il loro lunghissimo letargo e fa si che gli spettatori dell'olocausto delle intelligenze decidano di tornare nel presente per spegnere gli induttori del controllo di massa che hanno generato tutto ciò e scelgono, piuttosto, di fare i viaggi nel passato per poter scoprire esattamente in quale esatto punto della loro vita hanno perso i significati ai quali più tenevano"

Elevato è il numero delle persone che in queste ultime ore per rivolta ha deciso di gettare dalle finestre i televisori che "appestano" le loro case, la nettezza urbana è impegnata da ormai 24 ore nello smaltimento dei rottami di televisori che invadono le strade desolatamente, ed intanto i viaggi del tempo organizzati dal F.M.L subiscono l'impennata opposta con migliagli di viaggiatori che fabnno richiesta di viaggi nel passato per andare a scoprire la datazione esatta della perdita delle loro coscienze.   Nella piazza centrale di stoccolma gruppi di rivoltosi pacifisti facenti parte della frangia di rivoluzionari della scienza per la ricerca dell'intelligenza persa, appiccano incendi con i libri e le riviste degli ultimi gruppi filogovernartivi che tentano invano di reggere ancora il gioco della corruzione delle menti.  E mentre per natale qui ci si aspetta la neve, il mondo inizia a vedere nuova luce dopo essere stato troppo a lungo rinchiuso nei sistemi pseudo-democratici che promettevano la pace e l'onestà.

Da Stoccolma, il vostro corrispondente:  Luca Gabrielli.

 

Postato da: lucagabrielli a 07:10 | link | commenti (3) |
september 27 2085

sabato, 26 novembre 2005

Il malefico allatta i suoi bambini, neri e allegri danzanti intorno a lui.             

Il malefico dona il suo nutrimento di latte amaranto e mieleno ai suoi cuccioli che attendono di crescere per poter vedere quale dono malvagio il padre/madre donerà loro per farli giocare d'estasi e piacere nel plagiare le menti ed i cuori assillati di tempeste di massificazione.                                           

Il malefico accudisce i suoi pargoli maledetti nelle spire delle sue corna, li accudisce fino al giorno che gli impartirà la strada da seguire per un domani migliore.                                                                                                                     E qui, dall'altra parte della sponda...gli avversari, che attendono con ansia lo scontro, uno scontro iniquo, uno scontro superfluo, se prima non si scontra se stessi fino all'osso e non si diviene nemici di se stessi.

Il malefico allatta i suoi bambini, neri e allegri danzanti intorno a lui. Si deve essere neri e allegri anche noi.

.neri.e.allegri.

 

Postato da: lucagabrielli a 12:34 | link | commenti (15) |
neri e allegri

domenica, 20 novembre 2005

il ghiaccio finalmente. La limpidezza e la purezza della sua presenza che lascia la lucidità per le strade battute dai pensieri, strade che se ripercorse ti lasciano sentire la scia di pensiero precedentemente lasciata. Tutte le menti accese sembrano svegliarsi nel freddo che non sa di noia bislacca della civiltà che cerca facili distrazioni per non ammettersi le verità e per mettersi al sicuro nella sua frustrazione del sentire un progresso ed un evoluzione che corre come vorrebbero ma prende strade che non saprebbero e fa perdere il significato. Molti si perdono ma a quanto pare...molti si ritrovano e sogni e speranze li fannno trovare d'accordo su una sola verità che si rispecchia con diversi segmenti d'una stessa faccia in molti volti anche sconosciuti.                  Il ghiaccio finalmente, a ricoprire di biancore secco e selettivo le città che non hanno un muro contro cui poter sbattere le proprie menti, i mentecatti che credono nella leggerezza della libertà ma non vedono la gabbia sui propri occhi e non sentono la dipendenza della droga che sempre gli è stata propinata. Ma tutto andrà meglio, sta per arrivare la fine di tutto ciò, i mediocri si sono nascosti dietro ad un muro troppo alto che non sanno più vedere al di là. Resteranno intrappolati nelle loro mediocrità e nelle loro falsità cui credono molto. Troppo.

 

Postato da: lucagabrielli a 15:57 | link | commenti (5) |
finalmente il ghiaccio

sabato, 12 novembre 2005

oniricamente presi nella ricerca non c'è bisogno di trovare bersagli da colpire e alberi da coltivare: il bersaglio va dal suo abbattitore e gli alberi traggono nutrimento pur senza chiederlo ne riceverlo. il resto che non è da coltivare appassisce e muore da se poichè non sa mangiare, non sa gustare.  E allo stesso modo è inutile dar da bere un sogno a chi non sa capire, meglio star fermi ad aspettare che coloro che comprendono ti rubino il sogno in quanto appartiene di diritto anche a loro. Senza perdere tempo sugli obesi nell'anima corri stando fermo nella tua sfera verso il bersaglio che s'immolerà da se contro la pietra dell'inevitabile staticità critica delle realtà che non si possono nascondere, la stessa staticità che non si può nascondere. Qui...su questa terra nessuno vedrà mai la fine dell'ipocrisia geniale dei mentecatti da pubblcità senile televisiva, ma la fine arriverà osservando noi (voi) come cani morti maltrattati ammazzati da padroni che erano amati dai cani che maltrattavano. Altro che pecore, la razza umana è fatta di cani che si fanno lacerare dal padrone e poi  gli vanno a scodinzolare tra le gambe. Una pecora può potrebbe anche nascondere un vampiro (nosferatu), comunque essere superiore nel suo brucare erba  o anime, ma il cane capisce e ama sempre e solo il bastone del padrone barricato nella sua repressione.               Io annaffierò il mio giardino col veleno per poi poter amare il dolore, poter toccare il fondo a passeggiarci sopra avanti e indietro, sempre meglio  della superficie che un carnefice represso vuol propinarmi:  STUPIDITA' DA BERE PER POI LAMENTARMENE COME SOLO L'UOMO SA FARE. E come lo fa bene!

 

Postato da: lucagabrielli a 12:32 | link | commenti (10) |
veleno al mio giardino

sabato, 05 novembre 2005

il silenzio di cui si ha bisogno che non è mai una maschera e non può sciogliersi sotto la pioggia, neanche sotto la pioggia dei sogni traditi che per logica dell'esistenza torneranno soltanto quando avrai tempo per loro ed intanto puoi soltanto osservarli a distanza nella nube dell'ombra che emanano solitari e allegri di farti attendere nella tua pazienza che a tratti vacilla ma non si scalfisce consapevole che non ci sono altre alternative all'attesa, dolce o amara che sia, l'attesa va lambita con rispetto e osservanza del suo silenzio, il silenzio di cui si ha bisogno, silenzio che ti ristora prima di tornare a sbattere gli occhi contro il coccio della tua immagine liquefatta e beata della sua triste ossessione, ossessione, ossessione, ossessione. Contando le ore e non i secondi, contando le settimane e non i giorni, contando gli anni  bisestili e non i mesi. Ronzio del silenzio di cui si ha bisogno. Ronzio. Ronzio. Ronzio.

Postato da: lucagabrielli a 21:07 | link | commenti (9) |
il silenzio il bisogno